Canto carnatico e vocalizzazioni in gravidanza

Sin dall’antichità in molte culture le donne hanno sempre cantato durante il parto, sia la madre stessa che le donne che assistevano al parto le quali intonavano un canto che accompagnava l’intero evento.

Il canto carnatico nasce in India meridionale attorno al 2000 a.C. ed è stato tramandato di generazione in generazione fino ad oggi. Aiutare la donna a liberare la sua istintiva capacità di vocalizzare, equivale a darle utili strumenti affinchè abbia un travaglio più efficace e sia più facilitata nel lasciarsi andare.

Si tratta di esercizi vocali utili per tutti e non solo in gravidanza e possono essere considerati l’anticamera dei mantra, i cosiddetti bija mantra, ovvero delle vocali, in particolare la a-o-u-m, che danno vita al mantra OM (il suono primordiale che dà vita al mondo).

La gravidanza è un processo di trasformazione dove tutto il corpo si prepara per aprirsi alla vita con un atteggiamento di apertura e lasciar andare il controllo (processo necessario per poter partorire naturalmente). In particolar modo saranno i genitali ad essere interessati: l’utero, la cervice uterina, il pavimento pelvico, la vagina.

Il corpo della donna durante il parto è fuori controllo razionale e l’istinto prende il sopravvento, esiste una forza “più grande” che abita in lei e per la quale deve imparare a farsi canale. Se non si oppone, e il travaglio e il parto sono naturali, nel farsi canale viene travolta da ondate di ormoni travolgenti ed intense, che porteranno l’apertura necessaria al travaglio e al parto. La donna allora naturalmente si lascerà attraversare da queste onde accompagnandole con dei gemiti, dei vocalizzi, con la glottide e le corde vocali in totale apertura.

Partorire alcune donne lo definiscono come fare l’amore, il cocktail ormonale è infatti lo stesso, solo molto più amplificato; Il bisogno di lasciarsi andare è lo stesso, la vagina si apre morbida per lasciarsi attraversare. E in quel momento, quando l’istinto emerge e mettiamo da parte la razionalità, … escono gemiti, soffi. grida e suoni in modo naturale. Nel parto la cascata di ormoni è ancora più amplificata, e porta la donna a lasciar andare la razionalità per entrare in profondità dentro sé stessa, in ascolto del suo corpo e in connessione con il suo bambino.

Il gridare, l’aprire la bocca con la mandibola rilassata e le labbra morbide aiuta davvero a dare l’impulso ai genitali di aprirsi, morbidi e rilassati, rendendo tutto il processo più fluido e meno doloroso, magari anche piacevole.

Per tutti questi motivi, ecco perchè è molto utile e consigliato praticare il CANTO CARNATICO sin dai primi mesi di gravidanza. Inoltre affina la consapevolezza della respirazione addominale, il respiro diventa profondo e il diaframma si mantiene elastico. Aiuta a sciogliere le tensioni e contratture a livello fisico ma anche di scaricare tensioni, paure e timori a livello psicologico. Tirare fuori la voce, equivale a tirare fuori tutto ciò che può creare timore in questo momento di grande trasformazione.

Quando si esegue un lavoro regolare e mirato durante tutta la gravidanza con le vocalizzazioni, gola e canale vaginale si contagiano a vicenda portando a un maggior rilassamento tutto il canale del parto e del pavimento pelvico. Grazie a questi esercizi il collo dell’utero si schiuderà con più facilità e armonia durante la fase dilatativa. Ciò permette alla donna di gestire meglio il dolore garantendo sia tonicità che rilassamento al canale del parto. Basta osservare anche solo l’immagine a fianco per rendersi conto di come queste due strutture corporee siano molto simili.

L’apparato fonetico e l’apparato genitale si formano infatti dallo stesso foglietto embrionale (mesoderma) nei primi giorni di divisione cellulare; per questo il loro modo di funzionare è lo stesso. Dal mesoderma derivano bocca, palato, gola, perineo, vulva e vagina e per questo possiamo notare anche come ci siano delle similitudini fisiche ed anatomiche: labbra della bocca e labbra vulvari; lubrificazione buccale e vaginale, diaframma toracico e diaframma pelvico.

Quando proviamo emozioni come rabbia o paura, la mandibola si chiude e si contrae così come il nostro perineo. Alti livelli di adrenalina nel sangue infatti contrastano l’apertura degli sfinteri. Al contrario invece quando siamo felici, rilassate o facciamo una bella risata, possiamo notare come i perineo risponda diversamente, lo stato di rilassamento della bocca e della mascella è direttamente correlato alla capacità della cervice, della vagina e dell’ano di aprirsi completamente. Oppure quando baciamo appassionatamente il partner, avviene un naturale aumento della salivazione e così anche i genitali, a loro volta, si inumidiscono. La bocca e la vagina sono quindi intimamente connesse e lavorano allo stesso modo. Ecco perchè è così importante il lavoro con il canto carnatico in gravidanza ma non solo.

Il primo beneficio deriva dunque dal collegamento fisiologico bocca-vagina, per cui se la prima si rilassa e vibra, anche la seconda si apre con più facilità. Poi possiamo osservare come cantando l’espiro si allunghi moltissimo rispetto al semplice respirare, e di conseguenza allungando l’espirazione, involontariamente si introdurrà molta più aria e ossigeno durante l’inspiro successivo.

Oltre ai benefici corporei, il canto carnatico aiuta la madre a raggiungere uno stato di rilassamento, abbandono, addirittura piacere che la aiuterà a lasciarsi andare. La mente si quieta, il corpo vibra, le emozioni si trasformano. La donna ha la percezione di essere massaggiata da dentro grazie alle vibrazioni sonore, e se durante il travaglio vocalizzerà proprio durante la contrazione, abbandonandosi ad essa anziché contrastarla, la percezione del dolore si trasformerà in un’intensa sensazione di profonda apertura.

Il canto carnatico viene accompagnato dal suono della tampura, un antichissimo strumento musicale a corda che produce suoni armonici che si susseguono creando un effetto circolare e favorendo lo stato di concentrazione, la mente viene così catturata da questo suono che sembra non avere mai fine. Diventa una traccia ritmica e ripetitiva che sostiene la voce materna ed è allo stesso tempo in sintonia con l’andamento delle contrazioni e predispone ad entrare meglio in uno strato di assoluta calma e pace interiore.

Dalle parole del poeta della nascita F. Leboyer Il canto carnatico e la tampura.

“Inizia ascoltando il suono della tampura. Lascia che quel suono circolare penetri in te, ti inondi, prenda possesso di te e ti faccio uscire dal corsetto stretto che ti costringe a un respiro corto e affannato di cui nemmeno ti rendi più conto. Schiuditi senza limiti a quel suono. Ora, solo ora, puoi iniziare a cantare, anche se non si tratta di un vero e proprio canto. È piuttosto un esercizio che abbraccia l’essenza stessa del tuo essere donna e fa vibrare tutta la tua persona.”

Queste pratiche vengono utilizzate durante gli incontri individuali in presenza e online di accompagnamento alla gravidanza e al parto.

Per informazioni scrivimi.

Claudia Boni (Samten Lhamo)

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